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Santa Maria di Leuca
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mwewSanta Maria di Leuca (mwfaLèviche in mwfqdialetto salentino, mwfgΛευκάcite-ref-1[1] in mwgwgreco) è una mwhafrazione di mwhq1 263 abitanticite-ref-2[2] del comune di mwigCastrignano del Capo, in mwiwprovincia di Lecce. Nota per la sua vocazione turistica, è posta all'estremità meridionale della mwjapenisola salentina.
Contents
• Il clima
• Storia
• Società
• Cultura
• Note
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Geografia fisica
Il clima
Il clima è mediterraneo, mitigato dalla presenza del mare. Gli inverni sono tiepidi e abbastanza piovosi, le temperature medie giornaliere di gennaio e febbraio si mantengono attorno ai +10mwkg °C, con minime medie sui +7/+8mwkw °C e massime comprese tra +12 e +13mwla °C. Le brinate sono molto sporadiche e comunque di lieve intensità, le nevicate sono del tutto inusuali.
D'estate la temperatura aumenta notevolmente fino a raggiungere valori medi di +24/+25mwlg °C tra luglio ed agosto, con minime medie di circa +20mwlw °C e massime di +28/+29mwma °C, spesso abbinate a tassi di umidità molto alti che possono provocare condizioni di afa che però sono quasi sempre stemperate dalle brezze diurne. Temperature più alte, fino a +35mwmq °C e talvolta oltre, sono possibili in occasioni di forti ondate di calore africano che, se abbinate a venti di scirocco, portano condizioni di clima torrido.
Il clima di Leuca è comunque ventilato, gradevole, con scarse precipitazioni e cieli quasi sempre sereni per gran parte dell'anno. A Leuca si trova una delle varie sedi italiane dell'mwmwAeronautica Militare, che quotidianamente effettua previsioni meteorologiche.
Origini del nome
mwngLeuca è un nome che deriva dal mwnwgreco λευκός (mwoaleukós), cioè "bianco", ed è comune ad altri toponimi quali mwoqLèucade, isola mwoggreca. Secondo mwowStrabone, promontorio originariamente denominato con il nome greco τα Λευκά (mwpata Leuká, le Bianche), probabilmente per le bianche rocce perpendicolari sul marecite-ref-3[3]. Da qui il nome di una pianta rarissima, presente solo in questa zona, detta Fiordaliso del Capo di Leuca (mwqqCentaurea leucadea Lacaita) (cfr. S. Pignatti, Flora d'Italia, Edagricole, 2018, vol. 3, p.mwqg 996).
Storia
In passato era amministrativamente divisa fra il comune di mwrqGagliano del Capo, per la parte dove è ubicato il Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, e il comune di mwrgCastrignano del Capo, per la parte compresa tra Punta Ristola e Punta Meliso. La vicenda legale tra i comuni di mwrwCastrignano del Capo e mwsaGagliano del Capo, conclusasi dopo 83 anni, ha stabilito che Leuca ricade interamente nel comune di mwsqCastrignano del Capo.
Più precisamente si intende per Santa Maria di Leuca la zona sopra il promontorio su cui si trovano la Basilica e il faro (che con la sua altezza di 48,60 metri e la sua collocazione a 102 metri sul livello del mare è uno dei più importanti d'Italia), mentre la Marina di Leuca è situata più in basso ed è compresa tra punta Mèliso ad est, posta ai piedi del promontorio, e punta Ristola ad ovest, estremo lembo meridionale del Salento.
Nonostante l'estremo tacco d'Italia sia identificabile con Punta Ristola, Punta Mèliso (probabilmente per l'importanza che le deriva dal sovrastante faro) chiude convenzionalmente, insieme a Punta Alice in mwvqCalabria, il mwvggolfo di Taranto.
Sempre a punta Mèliso viene posto, secondo una convenzione nautica, il punto di separazione fra la costa adriatica (ad est) e la costa ionica (ad ovest). Si tratta comunque di semplificazioni di comodo che prevedono, quale linea di demarcazione fra le acque del mwwaMar Adriatico e del mwwqMar Ionio, un determinato parallelo: in questo caso il parallelo 39°47'N (che passa 50 metri più a nord di punta Mèliso), ma un'altra convenzione nautica, ad esempio, utilizza il parallelo 40°N.
Ma, al di là delle convenzioni, il fatto che da Santa Maria di Leuca sia talora visibile, in determinate condizioni, una linea di separazione longitudinale, ben distinguibile cromaticamente (dovuta in realtà all'incontro fra le correnti provenienti dal mwwwgolfo di Taranto e quelle dal mwxacanale d'Otranto), ha da sempre suggerito alla fantasia popolare un confine mwxqfisico fra i due mari.
Dall'ottobre 2006 il territorio di Santa Maria di Leuca rientra nel mwxwParco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla Regione mwyaPuglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del mwyqSalento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.
Poco fuori Punta Ristola, a 85 metri sotto il livello del mare, giace lo scafo del mwywsommergibile oceanico italiano mwzamwzqPietro Micca, affondato durante la mwzgseconda guerra mondiale col suo equipaggio di 58 marinai.
Una famosa leggenda narra che Santa Maria di Leuca (o forse mwaaPorto Badisco, ma più probabilmente mwaqCastro) sarebbe stata il primo approdo di mwagEnea. Successivamente sarebbe qui approdato mwawSan Pietro, il quale, arrivato dalla mwbaGiudea, iniziò la sua opera di evangelizzazione, per poi giungere a mwbqRoma. Il passaggio di San Pietro è anche celebrato dalla colonna corinzia del 1694 eretta sul piazzale della Basilica, recentemente ristrutturata.
Una scalinata di 296 gradini collega la Basilica al sottostante porto facendo da cornice alla cascata monumentale dell'mwbwAcquedotto Pugliese che, terminando a Leuca, sfocia in mare.
Le visite dei Papi a Leuca
Nel corso della storia, diverse sono state le visite dei papi a Santa Maria di Leuca. Nell'anno 343 mwcgpapa Giulio I (mwcw337-mwda352) si recò a Leuca per consacrare il santuario locale; la circostanza è ricordata da una lapide apposta sull'ingresso della Basilica.
Nell'anno 710 mwdgpapa Costantino (mwdw708-mwea715) fu di passaggio a Santa Maria di Leuca dopo la sosta a Otranto.
Il 14 giugno mweg2008, sul piazzale antistante la Basilica, ha celebrato la messa mwewpapa Benedetto XVI, atterrato in elicottero a Punta Ristola e giunto al santuario "de Finibus Terrae", dove ha presieduto la messa.
Monumenti e luoghi di interesse
Architetture religiose
Basilica di Santa Maria mwgade finibus terrae
Si tramanda che mwhwsan Pietro, in viaggio per Roma, fece tappa a Leuca e da allora il tempio dedicato alla dea mwiaMinerva, posto sul promontorio japigeo, diventò un luogo di culto cristiano e uno dei principali centri di pellegrinaggio dell'età antica e medievale. La devozione dei fedeli verso la Madonna di Leuca ha origine antica: si parla di un grande miracolo che avrebbe salvato i pescatori il 13 aprile mwiw365 da una burrascacite-ref-4[4].
L'attuale struttura fortificata della chiesa venne costruita tra il 1720 e il 1755 da monsignor Giovanni Giannelli per resistere ai numerosi e ripetuti attacchi da parte dei mwkqpredatori turchi e saraceni. Dal 7 ottobre 1990 il santuario è stato eletto a mwkgBasilica minore.
L'interno del santuario è a unica mwlanavata con sei altari laterali. Sull'mwlqaltar maggiore è collocato il dipinto della mwlgMadonna con Bambino detto "Madonna mwlwde finibus terrae, di mwmaJacopo Palma il Giovane. Tra gli altri dipinti presenti nella chiesa sono quelli del pittore mwmqFrancesco Saverio Mercaldi (mwmgSan Francesco da Paola, datato al 1898 e il mwmwTrittico della Confessione). Su un lato si trova un mwnaorgano, da poco restaurato, datato al 1885. All'interno della chiesa, sul lato destro dell'ingresso, un grosso masso monolitico è noto come "Ara a Minerva", testimonianza del culto pagano nel luogo. Sul lato sinistro, è posta una targa in bronzo a commemorazione dell'equipaggio dell'mwnqincrociatore mwngfrancese mwnwmwoaLéon Gambetta, affondato al largo di Leuca la notte del 26 aprile mwoq1915 con circa 700 uomini.
Nel piazzale antistante la basilica, il 21 ottobre 1901 venne eretta una croce monumentale con quattro iscrizioni. Nel 2000 sui tre ingressi sono state realizzate porte in bronzo, opera dello scultore Armando Marrocco (mwowJanua Coeli il portale centrale, mwpaEsodo il portale di destra e mwpqStella Maris il portale di sinistra. Nei pressi della chiesa è stata inoltre costruita una sala per conferenze e una sede museale che ospita opere di artisti contemporanei. Sul viale che conduce alla basilica tra gli alberi della pineta, si trova la "Croce pietrina", in ricordo del passaggio di san Pietro.
Due rampe di scale ognuna di 296 gradini collegano il santuario con il porto vecchio. Vennero costruite nel periodo fascista in occasione delle opere terminali dell'acquedotto. Le due scalinate sono separate da una cascata artificiale aperta solo in occasioni particolari. A piedi delle scale si eleva la "colonna romana" del 1939.
Chiesa di Cristo Re
Si trova nel centro della marina di Leuca. I lavori di costruzione iniziarono nel 1896 su progetto dell'ingegnere Pasquale Ruggieri. L'apertura ai fedeli e al pubblico avvenne però, solo 40 anni dopo nel 1935. Realizzata in carparo, è in stile romanico e gotico. L'interno si divide in tre navate. Molto bello il pavimento in mosaico, completato nel 1934, e il rosone della facciata principale. I grandi finestroni delle navate laterali recano i nomi e gli stemmi delle famiglie nobili che parteciparono alla costruzione della chiesa.
Architetture civili
Le ville ottocentesche
Leuca è una località turistica famosa soprattutto per le ville ottocentesche, costruite secondo vari stili per la maggior parte dagli architetti Ruggieri e Rossi. Verso la fine del mwsgXIX secolo si contavano per la precisione 43 ville, molte delle quali oggi sono in disuso o appaiono profondamente trasformate rispetto al passato.
Infatti, durante la II guerra mondiale, a molte ville furono sottratti gli elementi decorativi metallici (balaustre, ringhiere, ecc.) necessari per la produzione di armi; inoltre nello stesso periodo quasi tutte le ville furono requisite ai proprietari e utilizzate per l'accoglienza agli sfollati. Alcune subirono gravi danni e, alla fine della guerra, furono ristrutturate in maniera tanto radicale da essere spesso rovinate. Altre ville sono andate in disuso, mentre solo alcune conservano ancora l'aspetto originario, sia esterno sia interno.
Tra le ville meglio conservate e che più caratterizzano il luogo si ricordano:
• Villa Perseo (già Villa Torsello)
• Villa Daniele
• Villa Gioacchino Fuortes oggi Antonio Fuortes (sede della locale Pro Loco Leuca)
• Villa Mellacqua
• Villa La Meridiana (già Villa Ruggieri)
• Villa Tamborino-Cezzi
• Villa Loreta Stefanachi
• Villa Episcopo
• Villa Colosso
• Villa Arditi
• Villa De Francesco
• Villa Seracca
• Villa Ramirez-De Castro
• Villa Felicita
• Villa Maruccia (già Villa Sangiovanni)
Nonostante le diverse caratteristiche architettoniche, gli elementi che in ogni villa non potevano mancare erano:
• Un parco nella parte anteriore della villa
• Un giardino nella parte posteriore della villa, utilizzato per la coltivazione di ortaggi e frutti
• Una cappella privata con una immagine della Madonna
• Un pozzo per la raccolta dell'acqua potabile
• Una stalla per i cavalli e una rimessa per le carrozze
A seguito delle varie ristrutturazioni questi elementi nella maggior parte dei casi sono stati trasformati tanto da essere attualmente poco o per niente riconoscibili.
Caratteristica di alcune di queste dimore (soprattutto quelle prospicienti il lungomare) era, inoltre, di avere sulla scogliera dei "capanni", alcuni in muratura e altri in legno, detti "bagnarole", che nascondevano alla vista del popolo le signore mentre godevano dei bagni nei mesi estivi. Ogni bagnarola apparteneva ad una villa, di cui ne riportava lo stile o, soprattutto, i colori. Oggi le bagnarole in legno sono state completamente eliminate, mentre tra quelle in muratura ne rimangono solo un paio, ma in disuso.
La Torre dell'Omomorto
La Torre dell'Uomo Morto o Torre dell'Omomorto è una delle centinaia di torri che si trovano con cadenza regolare lungo tutta la fascia costiera salentina. Oltre che come elementi di difesa, tali torri servivano soprattutto ad avvistare l'eventuale presenza e avvicinamento delle navi dei Turchi, che per lungo tempo hanno invaso mwaqkOtranto e altre aree della penisola salentina, e a dare l'allarme verso l'entroterra attraverso segnali luminosi che venivano immediatamente trasmessi da una torre a quella successiva.
La Torre dell'Uomo Morto si trova all'inizio del Lungomare Cristoforo Colombo e risale al mwaqsXVI secolo ad opera di mwaqwAndrea Gonzaga. Possiede base troncoconica e sopra il cordolo si sviluppa cilindrica con terrazzo dotato di merloni per la postazione delle artiglierie. Viene comunemente assegnata al genere delle torri "a martello", ma ha una peculiarità: al posto della cannoneria, alla base, si trova una porta. La denominazione mwaq0Uomo Morto è dovuta ad alcune ossa umane ritrovate al suo interno. Sfortunatamente è in degrado e non ci sono lavori di ristrutturazione in corso.
Il faro di Leuca
Il faro di Santa Maria di Leuca è situato sulla Punta Meliso. Fu progettato dall'ingegner Achille Rossi su commissione del Genio civile, con macchina a luce fissa variata a splendori 30mwaro cm in 30 secondi. Attivato per la prima volta il 6 settembre mwars1866, è alto 48,60 m dalla base e si trova a 102 m sul livello del mare. Emette tre fasci di luce che, in particolari condizioni meteorologiche, sono visibili a oltre 40mwarw km.
Nel mwar41937 l'alimentazione del faro, che fino a quel momento era a petrolio, fu trasformata a energia elettrica.
La Cascata Monumentale
La cascata costituisce il punto terminale dell'mwassAcquedotto Pugliese. La costruzione dell'opera iniziò nel 1906, per interrompersi all'inizio della prima guerra mondiale e riprendere a guerra finita. L'Acquedotto Pugliese giunse a Leuca nel 1939, anno in cui l'opera fu completatacite-ref-5[5]. La cascata è costeggiata da una scalinata monumentale; nella vasca di raccolta si innalza una colonna in stile classico, che celebra la costruzione dell'Acquedotto e lo collega alle opere di ingegneria idraulica tipiche del mondo latino.
Da maggio 2015 è dotata di un impianto di illuminazione artistica.
Siti archeologici
• mwatqGrotta delle Tre Porte – Il nome richiama il monumentale ingresso a 3 accessi, che sembra stagliarsi nel mare come il passaggio verso un altro mondo. Qui è stato ritrovato il molare fossile appartenuto a un bimbo mwatuNeandertal di circa dieci anni.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]
Aree naturali
Le Grotte della Rada
• mwauyGrotta del Diavolo - La grotta "del Diavolo" si trova su Punta Ristola, misura quaranta metri in lunghezza e diciassette in larghezza e conduce direttamente a mare. Nel 1871, Ulderico Botti compì i primi scavi trovando interessanti ed unici reperti, rappresentati da ossa, valve, armi e utensili, che fanno pensare ad una frequentazione della grotta sin dal Neolitico. Tali reperti sono oggi conservati nei musei di Lecce e Maglie. Il suo nome deriva da un'antica superstizione popolare, che attribuiva alla presenza di Diavoli i lugubri e poderosi rimbombi che si potevano udire nella grotta la quale, tra l'altro, è accessibile via terra attraverso un'apertura che si trova sul suo dorso.
• mwaugGrotta Porcinara - Nei pressi di Punta Ristola si incontra la cosiddetta grotta ‘Porcinara’ o ‘Portinaia’, di notevole importanza storica, in quanto gli archeologi nella zona hanno rinvenuto una struttura in doppia cortina muraria, l'eschera. Essa è situata a circa 20 metri sul livello del mare, e il suo nome pare sia dovuto ad una deformazione del nome ‘Portinara’, che forse fa riferimento alla collocazione nelle vicinanze del porto. La grotta è stata scavata in tre ambienti, sulle pareti sono incise le iscrizioni a Giove e si possono leggere nomi di navi e di personaggi mitologici come Madaraus, Rhedon, Afrodite.
• mwauoGrotta del Morigio - Si trova al di sotto del punto ove la Cascata Monumentale dell'Acquedotto Pugliese si riversa a mare. Il termine “Morigio” è stato dato dal tasselli, perché pare che qui vi si nascosero i Mori per attaccare e distruggere la città di Leuca. Detta anche “Grotta degli Innamorati”, è accessibile solo via mare, e nuotando per un tratto sott'acqua.
• mwauwGrotte Cazzafri – Di toponomastica greca, secondo il Tasselli significherebbe “casa di spuma”. Sono 3, si affacciano sulla rada di ponente e specie al tramonto offrono suggestivi giochi di luce.
Le Grotte di Ponente
• mwavaGrotta del Fiume o Sparascenti – Oltrepassando Punta Ristola, via mare e solo quando il mare è calmo, si può accedere a questa grotta, caratterizzata dai resti di un'attività carsica che come eredità ha lasciato un rigagnolo d'acqua dolce che si perde nel mare salato.
• mwaviGrotta del Presepe – Cavità caratterizzata da meravigliose sculture calcaree, con formazioni stalattitiche di eccezionale bellezza, che sembrano riprendere le fattezze della Natività, da cui il nome.
• 'mwavqGrotta delle Tre Porte
• mwavyGrotta del Bambino – Grotta dall'eccezionale valore naturalistico: qui furono rinvenuti, tra gli altri, resti di un elefante, di un rinoceronte e un dente umano, risalente all'epoca dei Neanderthal. Vi si accede dalla grotta delle Tre Porte.
• mwavgGrotta dei Giganti – Questa grotta è così chiamata dalla leggenda secondo cui qui sono sepolti i Giganti uccisi da Ercole Libico. È di eccezionale interesse paleontologico, poiché sono stati rinvenuti numerosi resti di manufatti risalenti al paleolitico medio.
• mwavoGrotta della Stalla – Una delle più belle dell'intera costa, deve il suo nome – forse – al fatto che sovente era usata come riparo per i pescatori in difficoltà
• mwavwGrotta del Drago – Profonda circa 60 metri, di scarso valore scientifico ma estremamente spettacolare, essendoci uno scoglio affiorante che somiglia alla testa di un drago.
Le Grotte di Levante
• mwawaGrotte di Terradico – Definita anche “Orecchi di Terradico” o grotta degli Indiani, è celebre per la sua forma triangolare, che ricorda appunto una tenda. In realtà non è una singola grotta, ma un complesso di 3 cavità che si sviluppano succedanee tra di loro, di varia grandezza.
• mwawiGrotta di Ortocupo – Semisommersa, vi si può accedere per via sottomarina. La porzione più interna è anche chiamata “Grotta del Soffio” a causa degli spruzzi d'acqua che qui si trovano. È interessante notare che in questo punto convergono acqua salata e acqua dolce, e vi si possono anche trovare spigole.
• mwawqGrotta delle Vore – Sistema di due grotte di diversa grandezza, in cui, a mare calmo, si può accedere per oltre 60 metri. Il nome è dato da un foro (vora, appunto) sito nella parte superiore della volta della grotta, a circa 50 metri di altezza.
• mwawyGrotta delle Giole – Il nome è dovuto alla presenza di corvi (giole o ciole, in dialetto) ed è anche chiamata Bocca di Pozzo o Grotta Grande del Ciolo, e si presenta con uno sviluppo di circa 120 metri di lunghezza, e numerose camere d'aria al suo interno. Questa grotta è importante da un punto di vista paleontologico per la presenza di un giacimento del pleistocene, nonché per la presenza di una piscina coperta dalle acque incredibilmente fresche.
Allontanandosi da Leuca verso il territorio di Gagliano del Capo si possono incontrare altre grotte, in ordine sparso, delle Capeddhe, di Musconovo, della Totola fino ad arrivare alla suggestiva grotta grande del Ciolo, nei pressi dell'omonima insenatura.
Società
Tradizioni e folclore
Il 15 agosto di ogni anno si festeggia la Madonna di Santa Maria di Leuca. La statua della Madonna, dopo essere stata trasferita dal Santuario alla Chiesa del Cristo Re il giorno prima nella manifestazione detta "l'intorciata", viene portata in processione per tutto il paese alla presenza del Vescovo e delle autorità civili e militari, fino ad arrivare al porto. Qui viene imbarcata su una paranza di pescatori, precedentemente estratta a sorte e addobbata a festa per l'occasione, e viene seguita in processione da tutte le altre paranze e da centinaia di natanti privati. Giunta nei pressi della marina di San Gregorio, sempre via mare ritorna a Leuca, dove nuovamente viene ricollocata nella chiesa del Cristo Re e poi trasferita nuovamente nel Santuario.
La festa si conclude intorno a mezzanotte con lo spettacolo pirotecnico. La devozione verso la Madonna di Leuca è dovuta al fatto che è considerata la protettrice dei pescatori in base a un episodio avvenuto nel mwawwXVI secolo. Si racconta infatti che una terribile bufera mise in pericolo le barche dei pescatori e la stessa Leuca, e che per intercessione della Madonna i pescatori e gli abitanti di Leuca ottennero la fine della burrasca e la salvezza delle barche.
In una domenica di maggio, stabilita di volta in volta ogni anno, si svolge "Ville in festa", manifestazione in cui mwaw4le ville ottocentesche vengono aperte al pubblico e ne vengono illustrate le caratteristiche storiche ed architettoniche ai visitatori. Il percorso guidato prevede all'interno di ogni villa la degustazione di specialità enogastronomiche o l'esposizione di composizioni floro-vivaicole.
Cultura
Istruzione
Musei
Museo Vito Mele
Allestito in locali adiacenti al santuario, il mwaxyMuseo presenta una raccolta di scultura e di pittura contemporanea.
Note
cite-note-11. ↑ Nicolaos Lorentis: Lexicon ton archaion kyrion onomaton tis mythologias, istorias kai geographias. Vienna 1837, mwax0p. 179
cite-note-22. ↑ mwayeCensimento 2011.
cite-note-33. ↑ Don Mauro Cassoni: Griko-Italiano, Vocabolario. Argo Editore, 1999, ISBN 88-8234-072-4, p. 280
cite-note-44. ↑ Rino Cammilleri, mwaykTutti i giorni con Maria, calendario delle apparizioni, Edizioni Ares, 2020, p.158 (formato Kindle).
cite-note-55. ↑ La Cascata Monumentale di Leuca mway0https://www.vivereleuca.it/cascata/
cite-note-66. ↑ Giampiero Dantoni, mwazeI livelli musteriani con strumenti su valva di Callista (Callista)chione (L.) nel Salento.
cite-note-77. ↑ Roberto Filograna, mwazuLa grotta del cavallo e la sua preistoria
cite-note-88. ↑ mwazkArturo Palma di Cesnola, mwazoIl Paleolitico della Puglia.
Bibliografia
• Luigi Tasselli, mwaz4Antichità di Leuca (Lecce 1693, 1859).
• Antonio Romano, mwaaaGuida alle grotte e caverne di Leuca, (Congedo ed. Galatina 1996)
• Antonio Caloro, mwaaiGuida di Leuca (l'estremo Salento tra storia arte e natura), a c. di Mario Cazzato (Congedo editore, Galatina 1996)
• Michele Rosafio, mwaaqLeuca Guerra e Navi (Ed. dell'Iride, Tricase 2000)
• mwaayHistoria della citta’ de Leuche. Un anonimo "inedito" del XVI secolo. A cura di Francesco Quarto e Alessandro Laporta. Tricase, Edizione dell’Iride, 2008
• Francesco Quarto, mwaagLa leggenda di Carlo Magno in Puglia. Bari, LB Edizioni, 2017
• Francesco Pirreca, mwaaoHistoria della Madonna Santissima di Leuche, detta S. M. de Finibus Terrae. Lecce, Appresso Pietro Vincenti, 1643
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